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quarta-feira, 24 de maio de 2017

L'UNIONE CON DIO, S. ALBERTO MAGNO

IMPRIMATUR Tusculi die 26 augusti 1961
+ Blasius Budelacci, Ep. Nissen.
INDICE
Prefazione
CAP . I. La massima perfezione spirituale è possibile all'uomo mediante il distacco della intelligenza e della volontà da tutte le cose
Perché l'autore scrive questo opuscolo L'unione con Dio quale s'impone a tutti gli uomini L'unione con Dio quale si impone ai religiosi Condizioni dell'unione perfetta con Dio
CAP . II. Si può disprezzare tutte le cose terrene per tendere all'unione intima con Dio
Per raggiungere l'unione perfetta con Dio, bisogna disprezzare i beni terrestri Raccogliersi in se stessi e attaccarsi a Cristo Bisogna anche abbandonarsi alla Divina Provvidenza Bisogna infine cercare di esplorare il tesoro celeste
CAP . III. La legge della perfezione dell'uomo in questa vita
L'unione con Dio è proporzionata al distacco dalle cose terrestri In che consiste la più alta perfezione in questo mondo L'immagine di Dio deve essere impressa negli atti dell'uomo
CAP . IV. L'uomo deve operare secondo la sua intelligenza e non secondo i sensi
Bisogna purificare l'anima dalle illusioni e preoccupazioni terrene Non si arriva a Dio per mezzo dei sensi Il demonio ci tenta per mezzo dei sensi per impedire la nostra unione con Dio Le preoccupazioni terrestri, anche se oneste possono essere di ostacolo alla nostra unione con Dio Risultati del distacco dalle cose terrene Non bisogna impressionarsi di nulla
CAP . V. Dobbiamo ricercare la purezza di cuore più di ogni altra cosa
Si trova la purezza del cuore riunendo le proprie affezioni in Dio Bisogna, quanto più è possibile, liberarsi dalle preoccupazioni inutili Importanza della purezza di cuore Effetti della purezza di cuore Non bisogna trascurare nulla per uscire da se stessi L'unione di intelligenza e d'amore con Dio è la suprema perfezione sulla terra La felicità dell'unione con Dio
CAP . VI. L'uomo che vuole acquistare la vera pietà deve purificare la propria intelligenza e i propri affetti
Il distacco interiore fa gustare le cose del cielo Suscita nell'anima il disinteresse per le miserie personali Divinizza l'uomo Rende l'anima veramente umile La libertà interiore è necessaria per elevarsi a Dio
CAP . VII. Come praticare il raccoglimento del cuore
E' necessario entrare in se stessi per elevarsi a Dio Bisogna vincere gli ostacoli che impediscono di entrare in se stessi L'anima purificata si eleva spontaneamente Dio non è percepito dai sensi, ma piuttosto nell'esperienza intima Questa esperienza delle cose divine è una pregustazione di cielo L'ascensione dell'anima verso Dio Il nostro cuore e la nostra anima possono farsi un'abitudine del bene supremo
CAP . VIII. In tutte le cose l'uomo deve affidarsi a Dio
Il distacco dalle cose terrene riconduce l'uomo alla vera perfezione Il paradiso in terra L'anima si unisce a Dio nonostante le tentazioni e le prove L'anima distaccata dal mondo riceve senza turbarsi ciò che la Provvidenza le manda Non occorrono intermediari tra Dio e l'anima Questa dottrina s'impone soprattutto ai religiosi
CAP . IX. La contemplazione in Dio deve essere preferita a tutti gli altri esercizi
Il nulla originale della creatura deve farci tendere a Dio Le perfezioni del Creatore devono attirarci Esiste una contemplazione Differenza fra la contemplazione dei santi e quella dei filosofi Più l'anima è pura e più ha la capacità di contemplazione Si conosce Dio soprattutto per via di negazione Il vero bene è Dio solo
CAP . X. Non bisogna preoccuparsi di possedere la devozione sensibile, ma di restare uniti a Dio con la volontà
La devozione vera consiste essenzialmente nell'unione della volontà con Dio Bisogna comportarsi verso il nostro corpo come se ne fossimo già usciti La spogliazione di se stesso infonde una invitta costanza L'anima purificata considera la sua persona esteriore come se non le appartenesse L'unione con Dio dà la gioia
CAP . XI. Dobbiamo resistere alle tentazioni e sopportare le prove
Il servizio di Dio non esclude la tentazione Come resistervi Durante le tentazioni non bisogna allontanarsi dalla presenza di N. Signore L'unione a Dio si compie con la buona volontà La tentazione fortifica la virtù
CAP . XII. Efficacia dell'amore di Dio
Importanza dell'amore di Dio L'amore conduce a Dio L'amore crea l'unione fra l'amante e l'amato Soltanto l'amore di Gesù Cristo può distoglierei da ciò che non è Lui
CAP . XIII . Doti ed efficacia della preghiera. E' necessario conservare il cuore nel raccoglimento interiore
La carità e le altre grazie si ottengono per mezzo della preghiera L'umiltà e la confidenza in Dio rendono la preghiera efficace Il distacco da sé e il desiderio di Dio rendono possibile la preghiera Si deve desiderare di possedere quaggiù una idea della beatitudine eterna Il religioso deve elevare sempre la sua anima a Dio, cioè pregare sempre La contemplazione può diventare facile
CAP . XIV. Nei giudizi si deve cercare la testimonianza della propria coscienza.
Per giungere alla perfezione bisogna esaminare spesso la propria coscienza La testimonianza della coscienza corregge il giudizio degli uomini Non bisogna mendicare la ricompensa dagli uomini Conseguenze della fedeltà nell'ascoltare la propria coscienza Bisogna guardarsi dal preferire le apparenze alla santità vera Non temiamo il disprezzo degli uomini e disdegniamo le loro lodi
CAP . XV. Come si può arrivare al disprezzo di se stessi. Utilità di questo disprezzo
Bisogna arrivare a considerare noi stessi degni di disprezzo I nostri peccati ci rendono degni di disprezzo Come elevare l'anima a Dio La nostra consolazione quaggiù deve consistere nel deplorare le offese fatte a Dio Non è questa l'ora di gioire, ma di piangere E' sulla giusta via colui che è indifferente al disprezzo e alla stima del mondo
CAP . XVI. La Provvidenza divina si estende a tutte le cose
Bisogna rimettersi completamente alla Provvidenza di Dio Tutte le cose dipendono da Dio nel loro essere e nella loro attività Tutto dipende da Dio per l'ordine e l'armonia La Provvidenza si estende anche ai pensieri dell'uomo La bontà di Dio si estende a tutti gli esseri Bisogna confidare in Dio La confidenza in Dio deve essere ardente e assoluta Dio perdona i peccati I nostri peccati ostacolano la misericordia di Dio Niente può eludere i divini consigli Tutto è utile agli eletti Dio trae dal male il bene Il peccato stesso fa risplendere la bontà di Dio
Pio esercizio quotidiano per mantenersi continuamente alla presenza attuale di Dio
Vantaggi del raccoglimento Bisogna scegliere una determinata ora per unire particolarmente l'anima a Dio Per compiere l'esercizio di unione con Dio bisogna pentirsi dei propri peccati Proporsi di evitare il peccato Meditare la vita del Salvatore Umiliarsi profondamente Chiedere a Dio la sua grazia Bisogna anche pregare per il prossimo Bisogna pregare per le anime del Purgatorio Dobbiamo glorificare Dio con una immensa caritàLo stesso esercizio ridotto in forma di preghiera

L'uomo si riconosce peccatore L'uomo domanda la grazia e il perdono Egli si propone di essere più fedele in avvenire Il peccatore benedice e glorifica Gesù Cristo per le sue infinite misericordie Il peccatore chiede a Gesù Cristo la grazia di amarlo Buoni proponimenti del peccatore Il peccatore domanda le virtù cristiane Egli desidera di essere trasformato in Cristo Preghiera alla Vergine Maria e ai Santi Preghiera per tutti gli uomini Preghiera alla Trinità L'uomo chiede a Dio di immergerlo in lui

Come si realizza concretamente l'unione con Dio

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Itinerario Spirituale.
Seguendo San Tommaso d'Aquino nella sua Somma teologica.
brani scelti

Capitolo V - La creazione del mondo - Pratica della virtù di religione - legame essenziale tra la vita santa e la vita di preghiera
«Sanctus, Sanctus, Sanctus, Dominus Deus Sabaoth».
Se Dio è la santità stessa, se noi cantiamo di Nostro Signore che Egli solo è il Santo, «Tu solus sanctus», è perché da Dio scaturisce ogni santità e perché nella misura in cui ci uniamo a Dio e a Nostro Signore noi saremo santi.
Ora, come si realizzerà concretamente questa unione con Dio? Sotto l’influenza della grazia dello Spirito Santo. Questa unione ha un nome: preghiera, «oratio». Approfondendo sia la natura della preghiera sia la sua portata nella nostra esistenza umana e cristiana, noi avremo la convinzione che la vita profonda dell’anima creata e redenta deve essere una vita di preghiera continua.
Ogni spirito angelico o umano è ordinato a Dio per la sua natura spirituale, per la sua intelligenza e la sua volontà, e gratuitamente ordinato mediante la grazia a partecipare della beatitudine eterna della Santissima Trinità. Ogni spirito è dunque in primo luogo religioso e la sua vita religiosa si manifesta con la preghiera, vocale, mentale, spirituale.
La preghiera vocale, che comprende tutta la preghiera liturgica, istituita da Dio stesso, e da Dio incarnato, ed elaborata dallo Spirito Santo specialmente nella liturgia romana, è la fonte e l’espressione più sublime della preghiera mentale e della preghiera spirituale. Il posto di questa preghiera nella vita del sacerdote è considerevole. Trascurarla, limitarla, renderla superficiale, equivale a rovinare la preghiera fondamentale, la preghiera spirituale, alla quale la vocale è finalizzata dallo Spirito Santo.
È bene leggere su questo argomento ciò che ne pensano gli autori spirituali come il Beato di Montfort nella sua «Preghiera infuocata» (Opere, Centro mariano monfortano, Roma 1977, pag. 647), o Padre Emmanuel nel suo «Traité du ministère ecclésiastique» (libro I, cap. V; libro II, cap. III; libro III, cap. VII; libro IV, cap. VII) o Dom Marmion in «Cristo ideale del monaco» (cap. XVI, L’orazione monastica: questo capitolo è notevole e santificherebbe tutti i sacerdoti se i suoi consigli fossero vissuti); infine Dom Chautard in «L’anima di ogni apostolato» (Edizioni Paoline, VIII ed., pag. 225: La meditazione, elemento indispensabile della vita interiore).
Tutti i santi hanno praticato la vita d’orazione che è al tempo stesso effetto e causa della santità. Molti hanno scritto su questo argomento, in particolare Santa Teresa d’Avila e San Francesco di Sales. Essi avevano una concezione molto ampia di questa vita di orazione che riguarda sia la volontà che il cuore e che realizza così il fine per il quale Dio ci ha creati e redenti: adorare Dio in un’offerta totale di noi stessi, sull’esempio di Nostro Signore che viene in questo mondo e dice a suo Padre: «Ecce venio ut faciam voluntatem tuam – Ecco vengo per fare la tua volontà...” (Eb. 10,9).
La concezione della preghiera limitata alla preghiera vocale o alla mentale sarebbe una disastrosa concezione della preghiera, che deve riguardare tutto il nostro essere, come la preghiera degli angeli e degli eletti del Cielo. Non si possono separare le domande del Pater. Le prime tre domande sono legate indissolubilmente. Non si può separare il primo comandamento di Dio dagli altri comandamenti.
«Ignem veni mittere in terram et quid volo nisi ut accendatur? – Sono venuto ad appiccare il fuoco sulla terra, e qual è il mio desiderio se non che si accenda?” (Lc. 12,49). Il fuoco è lo Spirito Santo, lo Spirito di carità che riempie la Santissima Trinità e che ha creato spiriti per infiammarli di questa carità. Questa è la preghiera di tutta l’anima che adora il suo Creatore e Redentore e che si abbandona alla sua santa Volontà al seguito di Gesù crocifisso, il quale offre la sua vita in uno slancio di amore per suo Padre e per salvare le anime. Donde l’«oportet semper orare»; se questa preghiera cessasse, significherebbe che lo Spirito Santo ci ha abbandonati!
Che noi possiamo vivere questa orazione ardente della volontà e del cuore in modo costante anche nell’assorbente attività dell’apostolato, che non deve mai assor­birci al punto di impedire alla nostra volontà e al nostro cuore di appartenere a Dio! Possa il nostro apostolato alimentare questa offerta a Dio! Questo atteggiamento profondo della nostra anima, così conforme alla sua natura e alla grazia, metterà in essa un desiderio di silenzio e di contemplazione che potrà realizzarsi negli esercizi di pietà comuni e privati. La nostra vita spirituale vi troverà la sua unità, la sua perennità, la sua pace veramente cristiana.
Queste brevi considerazioni aprono alcuni orizzonti sulla realizzazione della volontà divina nella nostra vita quotidiana: ci introducono nel programma della nostra santificazione, che sarà la trama della nostra vita sacerdotale: «Elegit nos in Ipso, ante constitutionem mundi ut essemus sancti – Ci ha eletti in Lui da prima della creazione del mondo, affinché fossimo santi» (Ef. 1,4).
Il giovane seminarista che entra nel seminario deve sforzarsi di penetrare con tutta la sua anima in questa vita di preghiera, di orazione, che lo abbandona senza riserve nelle mani di Nostro Signore e della Santissima Trinità:
– sottomettendo la sua intelligenza alla Rivelazione che illumina per noi il «Mysterium Christi», con la virtù e l’ubbidienza della fede: «Redigere omnem intellectum in obsequium Christi – Sottomettere ogni intelligenza a Cristo» (2Cor. 10,5);
– abbandonando la sua volontà e tutta la sua anima alla mozione della carità dello Spirito Santo, a imitazione di Gesù Cristo, nell’obbedienza alla legge di carità espressa dal Decalogo e specialmente dal suo primo comandamento così come dal discorso della montagna fatto da Nostro Signore (Mt. 5,7).
Così tutta la sua anima sarà animata dalla virtù di religione, virtù naturale e soprannaturale nell’unione al sacrificio di Nostro Signore rinnovato e continuato sull’altare. Egli sarà così nelle migliori disposizioni per salire le tappe della santificazione, fine voluto da Dio Creatore e Redentore ed espresso nelle prime tre domande del Pater. 

THE LITURGICAL YEAR BY THE VERY REV. DOM PROSPER GUÉRANGER, ABBOT OF SOLESMES

The Rule of St. Benedict, translated by Abbot Oswald Hunter Blair
Manual for Oblates of St. Benedict, by Abbot Alcuin Deutsch
Explanation of the Prayers and Ceremonies of Holy Mass, by Dom. Prosper Guéranger
The Medal or Cross of St. Benedict, by Dom Prosper Guéranger
The Church: or, The Society of Divine Praise, by Dom Prosper Guéranger
Sponsa Christi - The Virgin Consecrated to Christ, by Dom. [Blessed] Columba Marmion

THE LITURGICAL YEAR

BY THE VERY REV. DOM PROSPER GUÉRANGER, ABBOT OF SOLESMES



Introduction by Cardinal Manning
General Preface
Advent
Christmas
Septuagesima
Lent
Passiontide and Holy Week
Paschal Tide 
Time after Pentecost 

terça-feira, 23 de maio de 2017

Fátima (13-V-1917): visiones y apariciones por José María Iraburu


(434) Fátima (13-V-1917): visiones y apariciones

 Fátima: los tres pastorcillos
El Ángel del Señor anunció a María,
–y concibió por la gracia del Espíritu santo.
En mi anterior artículo (433) La Virgen de Fátima hoy: conversión, oración y penitencia (12-V-2017), con ocasión del viaje del Papa, de las canonizaciones y del comienzo del Centenario, hice una presentación muy abreviada del conjunto de las apariciones de la Santísima Madre de Dios en 1917. En su Centenario lo primero de todo es recordar, recibir y cumplir el mensaje de Fátima.
 
 
 12.05.17

(433) La Virgen de Fátima hoy: conversión, oración y penitencia

Virgen de Fátima
–Bajo tu amparo nos acogemos, Santa Madre de Dios.
–No desoigas las súplicas que te dirigimos en nuestras necesidades; antes bien, líbranos de todo peligro, Virgen gloriosa y bendita.
Mucho se va a escribir sobre la Virgen de Fátima con motivo del viaje del Papa (12/13-05-2017), de la canonización de los beatos Francisco y Jacinta, y del comienzo del Centenario de las Apariciones. En este artículo, que actualiza otro mío anterior (13-05-2015), recordaré únicamente los datos fundamentales del mensaje de la Virgen hace cien años.

Texto completo del mensaje de Fátima y del Tercer Secreto



Manuscrito del Mensaje de Fátima
El mensaje fue dado a conocer a los tres pastores durante las apariciones que vieron en Fátima.

21 de mayo de 2016 (ZENIT - Roma).

A continuación publicamos el texto completo del mensaje de Fátima dado a conocer por la Hermana Lucía, uno de los tres pastorcitos en Cova de Iria, Portugal, en 1917, y que es consultable en la web de la Santa Sede. Lo hacemos para añadirlo a la reciente afirmación difundida este 21 de mayo de 2016 por la Sala de Prensa de la Santa Sede, donde el papa emérito Benedicto XVI, reitera que el mensaje de Fátima se encuentra enteramente publicado.

La primera y segunda parte del Mensaje de Fátima

“La primera fue, pues, la visión del infierno.


Nuestra Señora nos mostró un gran mar de fuego que parecía estar debajo de la tierra. Sumergidos en ese fuego, los demonios y las almas, como si fuesen brasas transparentes y negras o bronceadas, con forma humana que fluctuaban en el incendio, llevadas por las llamas que de ellas mismas salían, juntamente con nubes de humo que caían hacia todos los lados, parecidas al caer de las pavesas en los grandes incendios, sin equilibrio ni peso, entre gritos de dolor y gemidos de desesperación que horrorizaba y hacía estremecer de pavor. Los demonios se distinguían por sus formas horribles y asquerosas de animales espantosos y desconocidos, pero transparentes y negros.

Esta visión fue durante un momento, y ¡gracias a nuestra Buena Madre del Cielo, que antes nos había prevenido con la promesa de llevarnos al Cielo! (en la primera aparición). De no haber sido así, creo que hubiésemos muerto de susto y pavor.

Inmediatamente levantamos los ojos hacia Nuestra Señora que nos dijo con bondad y tristeza:

— Visteis el infierno a donde van las almas de los pobres pecadores; para salvarlas, Dios quiere establecer en el mundo la devoción a mi Inmaculado Corazón. Si se hace lo que os voy a decir, se salvarán muchas almas y tendrán paz. La guerra pronto terminará. Pero si no dejaren de ofender a Dios, en el pontificado de Pío XI comenzará otra peor. Cuando veáis una noche iluminada por una luz desconocida, sabed que es la gran señal que Dios os da de que va a castigar al mundo por sus crímenes, por medio de la guerra, del hambre y de las persecuciones a la Iglesia y al Santo Padre. Para impedirla, vendré a pedir la consagración de Rusia a mi Inmaculado Corazón y la Comunión reparadora de los Primeros Sábados. Si se atienden mis deseos, Rusia se convertirá y habrá paz; si no, esparcirá sus errores por el mundo, promoviendo guerras y persecuciones a la Iglesia. Los buenos serán martirizados y el Santo Padre tendrá mucho que sufrir; varias naciones serán aniquiladas. Por fin mi Inmaculado Corazón triunfará. El Santo Padre me consagrará a Rusia, que se convertirá, y será concedido al mundo algún tiempo de paz”.

Tercera parte del secreto de Fátima

“Escribo en obediencia a Vos, Dios mío, que lo ordenáis por medio de Su Excelencia Reverendísima el Señor Obispo de Leiria y de la Santísima Madre vuestra y mía.



Después de las dos partes que ya he expuesto, hemos visto al lado izquierdo de Nuestra Señora un poco más en lo alto a un Ángel con una espada de fuego en la mano izquierda; centelleando emitía llamas que parecía iban a incendiar el mundo; pero se apagaban al contacto con el esplendor que Nuestra Señora irradiaba con su mano derecha dirigida hacia él; el Ángel señalando la tierra con su mano derecha, dijo con fuerte voz: ¡Penitencia, Penitencia, Penitencia! Y vimos en una inmensa luz qué es Dios: « algo semejante a como se ven las personas en un espejo cuando pasan ante él » a un Obispo vestido de Blanco « hemos tenido el presentimiento de que fuera el Santo Padre ». También a otros Obispos, sacerdotes, religiosos y religiosas subir una montaña empinada, en cuya cumbre había una gran Cruz de maderos toscos como si fueran de alcornoque con la corteza; el Santo Padre, antes de llegar a ella, atravesó una gran ciudad medio en ruinas y medio tembloroso con paso vacilante, apesadumbrado de dolor y pena, rezando por las almas de los cadáveres que encontraba por el camino; llegado a la cima del monte, postrado de rodillas a los pies de la gran Cruz fue muerto por un grupo de soldados que le dispararon varios tiros de arma de fuego y flechas; y del mismo modo murieron unos tras otros los Obispos sacerdotes, religiosos y religiosas y diversas personas seglares, hombres y mujeres de diversas clases y posiciones. Bajo los dos brazos de la Cruz había dos Ángeles cada uno de ellos con una jarra de cristal en la mano, en las cuales recogían la sangre de los Mártires y regaban con ella las almas que se acercaban a Dios”.

Fuente: la web de la Santa Sede.

Fuente - Texto tomado de ES.ZENIT.ORG:
https://es.zenit.org/articles/texto-completo-del-mensaje-de-fatima-y-del-tercer-secreto/

Atentado en Manchester: 22 muertos



El atentado de anoche en el Manchester Arena, tras un concierto de la cantante estadounidense, Ariana Grande, ha dejado, de momento, un balance de 22 víctimas mortales, entre ellas una niña de ocho años. El terrorista suicida que se inmoló es Salman Abedi, de 22 años, nacido en Manchester. La policía cree que actuó en solitario, y el Estado Islámico ha reivindico el atentado.
Como suele ocurrir en estos casos, los noticiarios hablan de como el público se ha volcado para ayudar, los políticos condenan la masacre, y hay todo tipo de campañas en Twitter, Facebook y otros medios sociales en apoyo a las víctimas y sus familiares. Sin embargo, hay preguntas que pocos se atreven a responder. Como por ejemplo:
  • ¿Qué ideología puede llevar a un hombre, nacido y criado en Manchester, a cometer semejante barbaridad contra sus compatriotas?
  • ¿Por qué pasa esto ahora en Occidente, si hace relativamente poco los únicos atentados que se conocían eran del terrorismo irlandés o de la ETA?
  • Si, según el alcalde de Londres, Sadiq Kahn, los atentados forman parte de la vida en una gran ciudad, ¿por qué en la mayor metrópolis del mundo, Tokyo, nunca han sufrido ningún atentado terrorista islámico?
  • ¿Hay algo que se puede hacer para EVITAR que estos atentados ocurran?
Ningún político hablará del meollo del problema: el islam. Hablarán de cuestiones policiales, de vigilar a gente desequilibrada, de ciertas páginas en internet, del control de fronteras, y de todo lo imaginable, menos de lo importante. En Europa hay un enemigo que buscar destruir la civilización occidental desde dentro, y lo único que han hecho los políticos hasta ahora es facilitarle la labor. ¿Cuándo despertará el pueblo europeo?

21.05.2017
Chamado de Amor e de Conversão do Coração Doloroso e Imaculado de Maria_*

Amados filhinhos do Meu Coração Imaculado: Meu Coração deseja que se abram ao Amor de Deus.
Pequeninos: todos os seres humanos cometem pecados, e o pecado também produz o orgulho.
E quando um coração não aceita o Amor e o Perdão de Deus, porque crê que seu pecado é maior que o Amor de Deus, está no erro.
Porque não há nenhum pecado que não possa ser absolvido pelo Amor de Deus. Porque a Misericórdia de Deus alcança a todos, e pode e perdoa tudo, com Jesus na Cruz.

Por isso, o coração que pecou, mas que reconhece sua culpa e se arrepende, e recebe com humildade o Amor e o beijo do Perdão de Deus, é um coração grande, porque se fez pequeno.
Filhinhos: abram seu coração ao Amor e ao Perdão de Deus, porque Ele quer perdoar, amar e chegar a todos.
Ele espera pacientemente que lhe abram a porta de seu coração, e Ele estará esperando até o último dia de sua existência, a que O tenham recebido.
Filhos Meus: abandonem o orgulho, e sejam tão simples e tão pequenos, para que, na Gloria do Meu Filho, sejam tão grandes e tão gloriosos.
Não tenham medo da pequenez.
Não temam a humildade.
Porque nisto consiste a alegria perfeita em ser tão pequenos aqui, para que sejam tão grandes Conosco no Céu, e a Nova Terra da Jerusalém Celeste.
Pequeninos: peçam o dom da humildade o dom da pequenez. Porque esses pequenos são os que entrarão na Gloria de Jesus, porque a Porta do Céu é muito baixa e muito pequenina.
Convido-os, queridos filhos, a que vivam Minhas Mensagens.
Vivam-nas!
Porque necessitam da Minha Presença Materna, e venho a vocês e entrego Meus Últimos Chamados de Amor e de Conversão a Humanidade, por Vontade do Meu Filho, que lhes ama tanto.
Abençoo-os com Meu Amor Maternal: em Nome do Pai, e do Filho, e do Espirito Santo. Amém.

22.05.2017
Chamado de Amor e de Conversão do Coração Doloroso e Imaculado de Maria._*

Queridos filhos do Meu Coração Imaculado: Jesus já lhes fez saber que Ele enviou o Paráclito, o Defensor, o Espírito Santo, que mostra aos filhos de Deus a Verdade,  e faz que os corações desfrutem e gozem de sentir Sua Presença.
Filhos meus: Meu amado Filho Jesus já lhes concedeu o Espirito de Amor.
Mas para que o Espírito Santo habite em vocês,  vocês devem estar vazios de tudo o que o mundo encheu em suas vidas, com sua corrupção e pecado.
Porque o Santo não pode ser mesclado com o impuro.

Porque o Espírito de Amor de Deus não pode habitar um coração que não está aberto a prática da caridade.
Porque o Espírito de Deus não pode dar paz a um coração que não está disposto a praticar a paz.
Assim, que de vocês e em vocês, depende e está a decisão de receber o Espírito Santo.
Espero, filhos Meus, que entendam Minhas Palavras. Mas, mais que entende-las: obedeçam-nas!
Deus é Amor!
Deus é Paz!
Vivam também como filhos do Pai no Amor e na Paz!
Pequenos: Eu, como Mãe, não quero que mais almas sigam se condenando.
Mas, Eu não posso escolher por vocês. Em vocês está a última decisão.
Eu não posso, filhos Meus, obrigá-los a mudar.
Só transmito as Palavras que Meu Filho Me mandou dizer.
Espero, como Mãe: Creiam! Escutem! Obedeçam!
Como Mãe lhes cuido e quero que se encontrem sempre com Jesus.
Dou-lhes Minha Bênção Maternal: em Nome do Pai, e do Filho, e do Espirito Santo. Amém.